venerdì 4 ottobre 2013

Insalata greca






Tempo di preparazione: 5 min.
Difficoltà: facile
Segreto: ingredienti biologici.

No perché adesso in qualche modo bisogna giustificarla questa cosa. Dopo tre anni di FLNRPABMB e guerra dichiarata agli eco-salutisti-vegano-namiorenghenkio, arriva il momento in cui la vita ti presenta il conto. Perché i formaggi stagionati, monter au beurre, la bistecca al sangue, le costolette d’agnello con la salsa al rosmarino, la carbonara, la polenta salsiccia e spuntature, il goulash di cervo, il risotto porcini e tartufo, l’arista di maiale in salsa di cipolle vanno bene per Obelix- pur col benefico del dubbio che la bevanda magica faccia ingrassare- ma se alla fine l’abito sartoriale carta da zucchero scricchiola ad ogni movimento inconsulto sulla sedia dell’ufficio, i piedi tendono ad allargarsi per inspiegabili ragioni gravitazionali e le foto delle vacanze raccontano del trascorrere degli anni più di quanto non facciano i figli che crescono, allora è arrivato il momento di intervenire.
Ovviamente la prima giustificazione per l’insalata greca- e per il generico fiorire d’insalate su questa rubrica- è stata il marketing. Basta rivolgersi ai soli Vatel, agli Obelix, ai sofisti del cibo, allargo il target, apro ai vegetariani (almeno fino a quando non mi si chieda un vegetarian roll, ma questa è un’altra storia) alle boccucce da condor, ai consumatori di Yogurt magro, ai tipi da guardare con sospetto a tavola.
Ma poi non ho potuto più procrastinare il momeno della verita': nonostante i tentativi messi in atto in precedenza- sia di marketing che di rehab- arriva un momento in cui non si può mentire e quella parola per anni derisa e perfino vilipesa si fa breccia e prende posizione.
Ebbene sì, sono a dieta, mangio meno carne e faccio la spesa al fruttarolo-verduraro biologico.
Mi piace illudermi credere che un giorno –si spera lontano ma non troppo- rileggendo questi post sorriderò ripensando al periodo delle insalate, nella speranza che appunto rimanga tale, cioè un periodo e non un perdurante state of the art. Un po’ come Picasso ha avuto il suo periodo cubista, o Goya il suo periodo negro, io ho avuto il periodo delle insalate.

Procedete così: fatevi preparare una porzione di Feta dalla commessa del fruttarolo-verduraro biologico. Sì, proprio quella ragazzetta con le mani gelate, anemica e senza forze che indossa il cappello di lana- lana di pecore allevate allo stato brado in altopiani Nepalesi sferzati da genuini monsoni Tibetani- da settembre a maggio. Lasciate perdere il Feta confezionato che staziona al banco frigo del vostro supermercato di fiducia.  Sempre al biologico, comprate i pomodori- maturi, il top sono i cuori di bue oppure i San Marzano, per una volta per favore tenete fuori quei cavolo di pachino dalla mia insalata greca (va bene arrendersi ad un regime alimentare eco-minchio-sostenibile ma non è che possiamo sbracare del tutto ecchecazz.)- le cipolle rosse e le olive. Olive greche, santa pace, Kalamata senza osso (o Kolossum, se non trovate le Kalamata). Nere. Se non trovate le greche, tra le italiane vi consiglio le taggiasche (che proprio nere non sono ma che per dimensioni e sapore somigliano a quelle della terra di Pericle). In ogni caso, non provate nemmeno a immaginare di unire alla mia insalata quelle orribili olive in salamoia, nere o verdi che siano.
Il Feta va tagliato a quadratoni, la cipolle a rondelle sottili, evitando di includere il centro, pesante per lo stomaco (no comment-please), i pomodori tagliati per lungo e privati di quella parte centrale un po' bianca che non ha sapore (nel caso dei San Marzano).
Due spicchi d’aglio, olio extra d’oliva e sale costituiranno il condimento. Guarnite con due foglie di basilico (qualcuno propone l’origano, fate voi, in ogni caso tenete lontano dalla mia insalata qualsiasi forma di aceto balsamico).
Le cipolle possono essere rese più digeribili ammollandole- una volte ottenute le rondelle- in acqua e limone.
Accompagnate l’insalata greca con pane azzimo, proprio per dare il colpo di grazia ai tempi che furono. Alcuni propongono nell’insalata greca  cetrioli e peperoni- crudi- tagliati sottili.

Consiglio del Sommelier: visto che stiamo parlando di dieta, con l’insalata greca ho bevuto un bicchiere di acqua liscia a temperatura ambiente.

Coro greco: deplorazione!
Deus ex-machina sotto forma di carbonara.

Anyway, in Grecia hanno dei vini rosé molto simpatici, che ben si prestano ad abbinamenti poco impegnativi: rispetto ai rossi infatti sono più leggeri e beverini (OMG) e rispetto ai bianchi hanno meno acidità- cfr. freschezza- che ne facilita l’abbinamento a piatti come l’insalata greca in cui l’acido è già portato dal pomodoro.

In ogni caso,
καλή όρεξη!



5 commenti:

  1. Ahahahahah senti quest'insalata è bella da vedere e, ne sono certa, anche da mangiare ma per quanto mi riguarda io resto fedele al partito Obelix, specie se mentre leggo la ricetta addocchio qui a destra titoli come "Kobe beef ovvero la bistecca più buona del mondo" oppure "Tartare di manzo" che corro a leggere..con buona pace del mio colesterolo (che a dirla tutta dalle ultime analisi si è pure abbassato!). :) Ciao e buon we

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    1. Il colesterolo ormai è più un argomento di conversazione che un reale problema medico: peraltro desueto, il colesterolo del futuro sono il glutine, le intolleranze ai metalli pesanti e la sindrome bipolare. Ciao e grazie per essere passata.

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  2. ah, ah, ah... ed ecco che "vieni nel mio carrugio" (come si direbbe in ligure. Che sarebbe, poi, come dire: passi per la mia strada) ed ora capisco come mai ti ha tanto colpito la mia torta "senza" (peraltro buonissima!).
    Ora, io non sono per nulla amante della carne, non per questioni etico-sanitarie, ma proprio per gusto personale, quindi non deprecherò l'assenza di tale alimento, per un po', da questo blog. Per contro, pur non essendo vegetariana, amo tantissimo le insalate. Niente pachino, ok, ma consentimi i miei pomodori cuore di bue (a km zero... :D :D :D... sono del mio orto) e... beh... sì, le taggiasche (ma solo per campanilismo). Per il resto questa volta sarò io a copiare te... anche se questa sera, a cena, una bella pasta e fagioli semplice e totalmente vegetariana, non me la toglie nessuno ;))
    Bacio :)

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    1. I cuori di bue sono menzionati come il top, nessun dubbio a tal proposito. Sulla carne: se leggi sul mio profilo metto praticamente sullo stesso piano consumatori di carne ben cotta, vegetariani e assassini seriali. Evviva la pasta e fagioli!

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  3. Ciao Andy, piacere di conoscerti, e grazie per il tuo commento alla mia torta di Monster High... (è possibile, tutto è possibile). Ti dirò.. io non sono vegetariana, ma non amo la carne e adoro le insalate, quindi approvo la tua strada a quanto leggo nuova (o il tuo periodo). Ti dirò di più... io ho anche imparato a fare torte senza uova e senza burro, sono buonissime (e nessuno si accorge della differenza) e molto più sane e leggere :) quindi non sempre la dieta implica troppi sacrifici :)
    Ora che ho scoperto il tuo blog, ti passerò a trovare più spesso.
    Ciao
    Valeria

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